L’opinione

PoLuMe: Basso Ceresio e Mendrisiotto non meritano di più?

Di Jgor Zocchetti, consigliere comunale PLR, Melano. Pubblicato su l’Informatore il 19.11.2021.

Oramai è da più di un anno che tra la popolazione della regione si parla del progetto della terza corsia dinamica tra Mendrisio e Lugano prevista nel 2035- 2040 e del progetto PoLuMe nel suo insieme. Lo stesso ha dato adito a diverse discussioni (neanche troppe secondo me visto l’impatto dell’opera sul territorio). Il progetto nel suo tratto autostradale che costeggia la parte ovest del Monte Generoso non elimina i grandi errori di pianificazione commessi negli anni ’60. Anzi dal mio punto di vista, che è anche quello di molti altri, peggiora ulteriormente l’impatto dell’autostrada sul territorio a sud di Bissone. Inoltre, se dovesse essere realizzato, i comuni toccati dovrebbero convivere per anni con una viabilità compromessa e con il risultato della presenza dell’autostrada così com’è ancora per molti decenni.

In poche parole, ancora una volta non si ha la buona volontà di trovare una soluzione per il Basso Ceresio e il Mendrisiotto. La regione è seconda per indotto economico e per popolazione solo al Luganese. Ciononostante, non otterrà una soluzione e un miglioramento delle condizioni di vita sul proprio territorio. Perché allora anche gli abitanti del Basso Ceresio e del Mendrisiotto non possono ottenere una circonvallazione o perlomeno un interramento dell’autostrada con l’intento di preservare la salute, il territorio, il paesaggio e l’ambiente?

Se proprio si vuole attuare questo progetto perlomeno si agisca ora con delle soluzioni concrete e lungimiranti e non dei cerotti come proposti da Ustra. Personalmente ritengo che sfruttare la corsia di emergenza, come terza corsia, e deturpare il territorio di Melano e di una parte di Maroggia non sia la soluzione. Melano otterrà un semisvincolo su un grande terreno non edificato oltre ad un cantiere decennale su un grandissimo terreno a lago. Maroggia otterrà, sì lo spostamento della cantonale nelle retrovie, ma a conti fatti avrà 11 strade su neanche un chilometro quadrato di territorio (la vecchia cantonale 2 corsie + l’autostrada 4 corsie + 2 dinamiche, la corsia d’uscita direzione sud verso il semi-svincolo +1 e la nuova cantonale + 2 corsie, più una canna della galleria di San Nicolao che resterà in disuso).

Insomma, una devastazione annunciata. Dal mio punto di vista non disincentivando l’uso del mezzo privato le colonne saranno probabilmente spostate qualche chilometro più in su o più in giù, e cosa si farà in futuro? Nel 2050 si costruirà la quarta-quinta corsia dinamica tra Mendrisio e Lugano su un lembo di terra già fortemente urbanizzato? Oggigiorno ci possono trovare tante alternative valide per cercare di diminuire il traffico (sul tratto autostradale in questione l’occupazione media è di 1,1 persone per veicolo!), tra queste potrebbe esserci quello di incentivare l’uso del mezzo pubblico, il car pooling, il car sharing, la mobilità lenta, il posteggiare l’auto in grandi parcheggi al confine degli agglomerati e così via. Inoltre, il progetto stride totalmente con tutte le politiche ambientali e climatiche che oggigiorno si stanno cercando di portare avanti a livello cantonale e federale.

L’inquinamento atmosferico e fonico (grandi problematiche di salute pubblica) continueranno ad esistere anche con il progetto PoLuMe. La regione del Basso Ceresio e del Mendrisiotto, dunque, proseguirà a convivere con tutti i problemi attuali senza che nessuno abbia l’accortezza di risolverli perlomeno in un futuro prossimo.

Jgor Zocchetti

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